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mercoledì 12 novembre 2008

Chiaiano, interrogazione dell’ on. Monica Frassoni


Roma, 11 nov 2008 - Interrogazione della deputata europea su ritrovamento amianto e rifiuti tossici: “SIAMO AL DISASTRO AMBIENTALE: LA COMMISSIONE EUROPEA NON PUO PIU’ TACERE: NO ALLE DEROGHE ALLA TUTELA AMBIENTALE”

“Cosa intende fare la Commissione europea nei confronti del governo italiano, dopo il ritrovamento di ben diecimila tonnellate di amianto in fibre libere e altri rifiuti tossici contenuti in sacchi di plastica, alcuni recanti anche marchio Enel?”. Lo chiede in una interrogazione alla Commissione europea, che ha sei settimane per rispondere, la presidente del Gruppo dei Verdi Monica Frassoni la quale sottolinea che “per mesi sono stati effettuati carotaggi che avrebbero dimostrato l’idoneità del sito di Chiaiano all’apertura di una discarica. Risulta inoltre che le pale meccaniche operanti nell’area abbiano rotto una certa quantità di sacchi e che adesso, nell’ aria circolino le pericolose fibre. Permettere deroghe alle norme di tutela e controllo ambientale porta solo al disastro: dunque, è necessaria una reazione immediata da parte dell’Europa. Dopo il ritrovamento dei rifiuti tossici e le gravi manomissioni dei sacchi che li contenevano, la Commissione deve considerare contrarie al diritto UE il recente decreto legge, n. 172 del 6 novembre 2008, che concede la possibilità di derogare alle normative vigenti in materia di prelievo e trasporto di rifiuti pericolosi (art. 2) e in merito alla individuazione di aree da attrezzare a siti di stoccaggio provvisorio per i rifiuti medesimi “.


Tratto da:
Chiaiano, interrogazione dell’ on. Monica Frassoni di Santolo Felaco
su
AGORAVOX, 11 nov 2008


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lunedì 10 novembre 2008

Migliaia in corteo a Chiaiano


Chiaiano, 9 nov 2008 - Ha avuto luogo una manifestazione per chiedere il blocco dei lavori e la bonifica dall’amianto. Sono stati finalmente resi pubblici i video shock che documentano il tentativo del governo di nascondere 10 mila tonnellate di amianto trovato nelle cave.

In migliaia hanno sfilato stasera per le strade di Chiaiano e Marano a nord di Napoli per reclamare l’immediato blocco dei lavori nella cava del poligono e la bonifica di tutta l’area dopo il ritrovamento di 10 mila tonnellate di amianto smaltito abusivamente nella cava. Il Presidio permanente attraverso un “investigazione del basso” e’ riuscita a smascherare l’ennesimo scempio che l’esercito italiano mandato dal governo stava compiendo nella cava del poligono. Dopo il ritrovamento di un ingente quantità di amianto il genio militare ha costruito una vasca in cui ha sotterrato nuovamente l’amianto trovata all’interno dell’area di interesse strategico militare. Un vero e proprio disastro ambientale commesso dal governo. Per questo, dopo l’esposto alla magistratura, la comunità resistente di Chiaiano e Marano chiedono l’immediato blocco dei lavori, la cancellazione dell’ipotesi di discarica a Chiaiano, e la bonifica di tutta l’area. In piazza oggi insieme alla comunità resistente di Chiaiano e Marano anche il movimento dell’Onda napoletano. Nei giorni scorsi si e’ tenuta l’assemblea pubblica tra il Presidio permanente ed il movimento dell’Onda presso l’Orientale Occupato, e dopo la partecipazione dei cittadini di Chiaiano e Marano alla mobilitazione del 7 novembre con gli studenti, oggi gli studenti sono scesi in piazza al fianco dei cittadini di Chiaiano e Marano.
Tratto da:
Migliaia in corteo a Marano
su
ChiaiaNO, 9 nov 2008


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martedì 14 ottobre 2008

La preparazione della discarica di Chiaiano: un’offesa all’Esercito Italiano!


Chiaiano, 13 ott 2008 - Oggi è stata eseguita la visita tecnica, richiesta dal sindaco di Marano al Sottosegretario Bertolaso, per verificare i lavori in corso per trasformare la Cava del Poligono di Chiaiano in discarica urbana nell’ambito di un parco regionale.

Il sopralluogo è stato guidato dai militari dell’Esercito Italiano che ci hanno vietato di eseguire fotografie nella cava dove di militare non c’è assolutamente niente (tranne gli accompagnatori che ci hanno scrupolosamente scortato con le armi imbracciate, in base ai severi ordini loro impartiti.

Benché l’ambiente commissariale sapesse che la visita si sarebbe svolta questa mattina, non abbiamo trovato nessun tecnico con cui dialogare; non era presente nemmeno il responsabile civile del cantiere e alcuni operai non lavoravano in condizioni di sicurezza come previsto dalle vigenti leggi, nonostante l’autorevole richiamo fatto recentemente dal Presidente della Repubblica. Le considerazioni principali scaturite dal sopralluogo sono le seguenti:

1. l’alveo-strada Cupa del Cane che scorre al di sopra della cava a fossa e che determina una situazione di rischio di inondazione del sottostante piazzale di lavoro, come evidenziato dalla competente Autorità di Bacino, non è ancora stato oggetto di messa in sicurezza idrogeologica. In caso di evento piovoso significativo la cava può essere invasa rovinosamente dalle acque e detriti con portate stimate di oltre 10.000 litri/secondo. La sistemazione idrogeologica deve essere propedeutica ai lavori nel piazzale di cava. La strada in gran parte alveo-strada è stata ricoperta di pietrisco senza adeguate sistemazioni idrauliche per cui le piogge intense provocheranno erosione e trasporto di terreno e detriti fino nell’abitato di Marano a valle.

2. Gli autoveicoli pesanti percorrono il tratto di alveo-strada ubicato alla sommità di una parete di tufo giallo, alta oltre 20 metri, molto fratturato e incombente sulla cava. Tale parete, larga 10-15 metri circa, fa da muro di contenimento a circa 20 m di terreno eterogeneo accumulato in passato per riempire la cava presente a sinistra (scendendo) dell’alveo strada. Lo scrivente ha segnalato ai militari la pericolosità della situazione e il rischio corso da civili e militari che transitano lungo l’alveo-strada instabile.

3. Il piazzale di cava non è stato ancora bonificato; è stato accumulato e ricoperto con teloni il terreno che divideva le piazzole di tiro. Il substrato del piazzale dove sono stati prelevati i campioni risultati inquinati non è ancora stato ripulito mediante l’asportazione dello strato di terreno che deve essere bonificato.

4. Alcuni lavoratori stavano sistemando le reti, rinforzate da cavi d’acciaio a maglie, chiodate nel tufo delle pareti della cava. Le reti erano state messe al di sopra del tufo delle pareti sud ed est fino a ricoprire per alcuni metri anche i sovrastanti sedimenti piroclastici sciolti. Qualche blocco di tufo pericolante è stato disgaggiato. Lo scrivente ha fatto notare ai militari che nella parte alta della parete sud si erano verificate alcune piccole colate di fango innescatesi al di sopra delle reti, vale a dire nella parte sommitale del versante. Le piccole frane si sono distaccate proprio come è stato segnalato ripetutamente dai tecnici di Marano durante gli incontri tenutisi presso il Commissariato tra giugno e luglio. Permane quindi il rischio per le persone che transitano o operano alla base delle pareti di essere investiti da masse di fango (il peso si aggira tra 2000 e 2500 kg per metro cubo) distaccatesi 70 metri più in alto. Si è colta l’occasione per illustrare ai militari il pericolo di crollo di enormi masse di tufo fratturato in relazione alla spinta fatturazione dell’ammasso roccioso. In particolare è stato evidenziato il grave errore commesso dall’ARPAC e dai progettisti nel non comprendere l’instabilità della parete sud dove il tufo è interessato da una serie di fratture che immergono verso valle con inclinazione di circa 80 gradi predisponendo il distacco improvviso e rovinoso di enormi quantità di roccia come accaduto nel 1999 in una cava vicina (circa 6000 metri cubi).

5. Le strade (alvei strada) per entrare e uscire dalla Cava del Poligono non sono state modificate per cui gli autoveicoli pesanti non sono in grado di transitare in sicurezza.

Il sopralluogo ha evidenziato:
• un cantiere senza sicurezza per i lavoratori e i militari che frequentano la cava del Poligono;
• un cantiere nel quale si stanno eseguendo lavori di “messa in sicurezza“ delle pareti di cava assolutamente inadeguati, basati su dati geostrutturali sbagliati e non protetto dal pericoli di inondazione;
• una strada di accesso al cantiere (il tratto di alveo-strada di Cupa del Cane incombente sulla cava) che è ubicata su una parete di tufo fratturato instabile.

I dati emersi evidenziano che l’Esercito Italiano è stato coinvolto in una operazione non trasparente: in base agli ordini ricevuti i militari sono stati costretti a scortarci armati, pur sapendo che eravamo rappresentanti istituzionali del Comune di Marano e non malavitosi, anche mentre illustravamo loro i pericoli ambientali ai quali erano incoscientemente esposti, connessi all’instabilità delle pareti della cava. Pericoli non compresi dai progettisti. Con amarezza si evidenzia che l’Esercito Italiano è usato per “fare la guardia” affinché non venga disturbato chi opera realizzando interventi inadeguati e per di più in situazioni che non garantiscono la sicurezza a chi lavora e a chi frequenta la cava. L’Esercito non può essere usato spregiudicatamente in operazioni che non hanno niente da fare con le attività militari come la sorveglianza ad un cantiere civile dove sono in corso lavori che, per errori professionali dei progettisti, mettono a rischio la sicurezza delle persone compresi i militari.


Tratto da:
La preparazione della discarica di Chiaiano: un’offesa all’Esercito Italiano! di Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II


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venerdì 10 ottobre 2008

Chiaiano: rinvio della sentenza del TAR


Napoli, 09 ott 2008 - Un breve rinvio, di circa un mese, è stato richiesto ed ottenuto dall’avvocato Raffaele Capunzo per conto del Comune di Marano nell'udienza svoltasi stamattina dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio chiamata ad esprimersi sulla sospensiva dei provvedimenti volti alla realizzazione della discarica nella cava del Poligono a Chiaiano.

Il rinvio è stato chiesto per chiedere formalmente l’accorpamento di tutti i ricorsi presentati dal Comune di Marano: oltre al ricorso introduttivo, infatti, i legali hanno contestato anche le successive ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gli atti della Conferenza dei Servizi sulla Valutazione di Impatto Ambientale, con ricorsi supplementari rispetto a quello iniziale. La richiesta è stata motivata con la necessità e l’opportunità di ottenere un giudizio completo e per fare in modo che il Tar possa esprimersi compiutamente su tutto il procedimento amministrativo nella sua interezza. La seduta odierna rappresentava già la continuazione della Camera di Consiglio del 30 luglio scorso, quando il Tar aveva chiesto alla Protezione Civile di produrre atti e documentazioni in grado di fornire chiarimenti su diversi aspetti della procedura.


Tratto da:
Chiaiano: rinvio della sentenza del TAR di Santolo Felaco
su chiaianodiscarica, 09 ott 2008



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mercoledì 1 ottobre 2008

Un arresto a Chiaiano. Domani Berlusconi a Napoli


Napoli, 30 set 2008 - Chiaiano è militarizzata: sabato le cariche della polizia, oggi un arresto, stasera assemblea al Presidio. Da ieri l'esercito presidia l'altopiano del Formicoso, nell'Irpinia e i sindaci si incatenano davanti a palazzo Chigi. Domani Berlusconi torna a Napoli a svelare chi gestirà l'inceneritore di Acerra.

Dopo le cariche della polizia dello scorso sabato contro il corteo pacifico del «Jatevenne day» oggi un’altra aggressione agli abitanti di Chiaiano che intorno alle 13 hanno cercato di bloccare la marcia di cinque mezzi pesanti dell’esercito diretti nella cava carichi di pietrisco.
I manifestanti, un centinaio, andavano a passo lento, una tattica usata per rallentarne i mezzi. Dopo una ventina di minuti hanno lasciato il passo libero ai camion che si sono diretti in via cupa dei cani, verso la cava. «È stato allora che improvvisamente hanno arresto Mauro Bertini [ex sindaco di Marano ndr.] – racconta Santolo che stamattina era lì – un esponente di rilievo del Presidio permanente di Chiaiano e Marano. La polizia era schierata in assetto antisommossa senza alcun motivo, i manifestanti erano disarmati e c’erano molti anziani». Bertini ora si trova nel commissariato di Scampia in stato di fermo.

Per l’apertura della discarica i tempi si allungano. Se, in prima ipotesi, la data di messa in funzione del primo lotto era prevista per mercoledì 8 ottobre, ora anche il sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, tentenna. Forse la fine del mese prossimo, forse tra quattro mesi scrive «Il mattino». Bertolaso poi rincara la dose e, dai microfoni di Radio 24, dice «quelli che protestano sono quelli che quando ero commissario straordinario durante il governo Prodi mi impedirono di risolvere il problema». A lui risponde Monica Frassoni, presidente del gruppo parlamentare dei Verdi europei, «Le accuse di Bertolaso sono del tutto fuori luogo. Farebbe meglio a trovare risposte agli interrogativi sollevati dall’Unione Europea sulla sua gestione dell’emergenza rifiuti aperta da circa un anno e che a tutt’oggi non è affatto chiusa – dice – Infine, il sottosegretario, anziché attaccare gli ambientalisti, spieghi bene che il governo Berlusconi non sta facendo nulla per affrontare nell’unico modo serio il problema rifiuti. Infatti, è solo attraverso la riduzione della massa dei rifiuti e la raccolta differenziata che si può parlare di superamento dell’emergenza».

Ma l’emergenza per il governo si risolve schierando l’esercito che ieri ha anche occupato l’altopiano del Formicoso, in Irpinia. Anche qui inizieranno i «rilievi tecnici», le analisi e sarà istituito un comitato di esperti per verificare la possibilità che il territorio possa ospitare uno «sversatoio» [il terzo dopo quello di Ariano Irpino e Savignano] con una capienza tra gli 800 e i 1000 metri cubi di «tal quale», cioé rifiuto urbano solido indifferenziato. La scena si ripete.
Così dopo mesi di battaglia oggi quindici sindaci dell’Alta Irpinia si sono incatenati davanti a palazzo Chigi in attesa che qualcuno spieghi quale sarà il futuro della loro terra e dei cittadini. «Non protestiamo per la discarica ma per le tre discariche. Non è possibile che si è deciso di realizzare una terza discarica sullo stesso territorio, a poca distanza dalle altre. Berlusconi – dicono i sindaci – ha deciso di fare dell’Alta Irpinia la pattumiera d’Italia».

E oggi un altro sindaco, quello di Marano, Salvatore Perrotta, ha visto ancora una volta negato l’accesso dei suoi tecnici nella ex cava. Perrotta però non si arrende e ha annunciato la sua «contromossa»: nominerà assessori con delega al «No alla discarica» ed alla «Tutela del territorio del Parco delle Colline» i geologi Franco Ortolani e Giovan Battista de Medici «in modo che possano acquisire lo status di rappresentanti istituzionali ed entrare con me nella cava. Se anche così ci negheranno l’accesso vorrà dire che davvero siamo in deficit di democrazia», ha commentato il sindaco.
C’è già fermento per l’assemblea di questa sera al Presidio di Chaiano. L’appuntamento è intorno alle 18 alla Rotonda Titanic.

E domani Berlusconi ritorna a Napoli. Sarà lui a pronunciare il nome dell’azienda che gestirà l’inceneritore di Acerra (anch’essa militarizzata), in costruzione da Impregilo che assicura la fine dei lavori per marzo prossimo. Sarà la francese Veolia o la bresciana A2a?


Tratto da:
Un arresto a Chiaiano. Domani Berlusconi a Napoli di Eleonora Formisani
su Carta
, 30 Settembre 2008



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martedì 30 settembre 2008

Ancora tensioni a Chiaiano


Napoli, 30 set 2008 - Nuove tensioni sono esplose oggi a Chiaiano durante il sit-in svoltosi davanti alla cava che, nei progetti, dovrebbe ospitare la discussa discarica.

I cittadini, con la loro protesta, hanno cercato di impedire l'accesso alla cava a quattro camion dell'esercito che portavano la ghiaia necessaria alla prosecuzione dei lavori. La polizia in tenuta antisommossa si è schierata e ha aperto la strada ai mezzi. Alcune persone sono state fermate e portate in commissariato per l'identificazione, tra queste anche l'ex sindaco di Giugliano Mauro Bertini. Ai manifestanti, tale sproporzionata contromisura, è sembrata un atto intimidatorio da parte delle autorità in previsione della visita del Presidente del Consiglio di domani a Napoli. Ne potrebbe essere una conferma il fatto che durante il pomeriggio sono arrivati a più riprese i “rinforzi”per le forze di polizia.
Anche in quest’occasione il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla gestione dei rifiuti Guido Bertolaso ha espresso dissenso e ha ribadito la sua presa di distanza dai cittadini, biasimandoli di “voler far vedere che esistono ancora” e " a protestare contro la discarica di Chiaiano sono gli stessi che mi hanno impedito di lavorare durante il governo Prodi. Mi sembra che sono stati mandati a casa dagli italiani nel corso delle ultime elezioni".

Da segnalare, inoltre, l’ulteriore presidio da parte delle forze militari nell'area del Formicoso, diventata 'zona di interesse nazionale' e futura sede di un'altra discarica che dovrebbe ospitare rifiuti per circa un milione di metri cubi.


di Susanna Ambivero


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lunedì 29 settembre 2008

Jatevenne day .... il giorno dopo


Chiaiano, 27 set 2008 - Cronaca di quella che doveva essere una pacifica manifestazione cittadina raccontata da Nicola Spampinato, membro del Meetup di Roma e partecipante allo “Jatevenne day”.

Chiaiano - ore 16.30

Arrivo di corsa con la moto... ovviamente in ritardo grazie alla mia profonda conoscenza dello stradario napoletano.

Il corteo inizia con striscioni, danze, canti ed inni....
Girano voci (al microfono, con casse etc, quindi lo vedrete nei servizi) che la polizia abbia fatto sequestrare tutte le protezioni di gommapiuma (credevano fosse plastico?), del plexiglass (pericolosissimo) ed un paio di persone (???)

Tutto prosegue in tranquillità, anche perché siamo scortati da una delegazione di poliziotti in assetto da combattimento e con l'espressione tipica del macho (ti spiezzo in due). Grazie a loro, nessuno è venuto a darci fastidio (che teneri) ed il corteo è avanzato con tranquillità fino alla meta. Da notare l'intervento di Paul Connect (si scrive così?) al grido di "Why not Naples?"... e lo saccio io perché not Naples.

Da notare anche alcuni slogan decisamente non corretti e decisamente provocatori (ragazzacci... tottò sul culetto la prossima volta)

Finalmente la cava.

L'obiettivo è proporre una delegazione che possa entrare e constatare che diamine sta succedendo...
Per fortuna anche lì era pieno di polizia...
Ma qualcosa non funziona... hanno sequestrato le protezioni, ma loro sono tutti (e quando dico tutti, intendo taaaaanti) in tenuta antisommossa... Sicuramente per il freddo o l'umidità.
Guardo meglio... sono armati fino ai denti con manganelli e mitra. Beh, niente male per una manifestazione pacifica.
Cerco di individuare intorno a me il pericolo che possa giustificare un tale spiegamento di forze... ed ecco che lo noto... noooo, non mi riferisco ai ragazzetti che girano tra la gente a dare spintoni, perfettamente identificabili dai video che vedremo girare, anche se erano vestiti da ninja. Mi riferisco al pericolo costituito dal 70% dei presenti, ovvero pericolosi terroristi travestiti da bambini di 10 anni, da mamme e da ultracinquantenni che digrignano minacciosi i loro denti al grido di "Basta che ce sta 'u soleee, basta che ce sta u mare".

Tornando con lo sguardo ai ninja, mi accorgo che continuano ad attaccare briga e ad innervosire la gente. Se ne accorgono anche i poliziotti, ma sono troppo impegnati ad osservare le culle con i bimbi kamikaze.

Iniziano le trattative... io cammino nervosamente tra la prima fila e il centro della folla. Guardo gli occhi dei poliziotti e cerco di capire se sono d'accordo con quello che stanno per fare.
Ho paura... e forse hanno paura anche loro. Voi non ne avreste con un mitra in mano ed una folla di gente assatanata con l'assurda pretesa di non fare distruggere il proprio territorio?

Prima carica della polizia...

"In che senso?" - direte voi
"in quello" - dico io
E vengo travolto da un mucchio di gente che scappa. Da che? Boh, forse qualcuno ha starnutito.
In molti rimangono. Si riprendono le posizioni. Si riprendono le trattative.

Ve la faccio breve...

Dal furgoncino blu (quello con i microfoni e le casse ... per intenderci) arriva la notizia che il governo ("il governo"???) ha deciso di interrompere qualsiasi trattativa (è come se "il governo" decidesse di interrompere le trattative per farmi entrare a casa mia... vabè).

Non fanno in tempo a finire la frase che la polizia si incazza... per? Rimango sbalordito. Non ho visto nulla di ciò che raccontano i giornali; né sassaiole; ne bombe; né carri armati. Ho visto solo la polizia caricare per la seconda volta la folla; ho solo visto una pioggia di lacrimogeni; ho solo visto giovani, donne e bambini scappare.
DONNE E BAMBINI!
Scappare da qualcuno che sparava lacrimogeni in mezzo alla gente che aveva solo protezioni per la testa (le altre sappiamo dove erano finite).
Forze dell'ordine dietro... ma anche davanti... tant'è che alla fine non capivo più chi stava rincorrendo chi.
Scappo; cado, mi faccio male a una mano. Non contento mi rialzo e torno indietro per scattare qualche foto alla carica, ma reggo ben poco, tra la gente che mi travolge e i lacrimogeni che iniziano a fare il loro effetto.
Ad un tratto vedo finalmente il vero contrattacco... qualcuno da una posizione laterale lancia una BOOOOMBA verso la polizia.... pum! bravo, bella bomba, ma non lo dire ai tuoi compagni di scuola che vai alle manifestazioni con le miccette, altrimenti ti prendono per il culo a vita. Se facevo un rutto li spaventavo di più.

La gente continua ad arretrare. Viene organizzata un'assemblea al presidio temporaneo mentre in molti coprono la fuga rovesciando bidoni per non far passare le camionette (quelle sì che sono pesanti).

Vado a prendere la moto, la giacca con le protezioni ed il casco.
Torno verso la polizia per vedere.

Nella mente una sola frase: "Oh, mio dio... perché l'hanno fatto?"
Ho paura; non sono abituato a queste cose; non sono abituato a rischiare di essere massacrato da chi viene pagato per difendermi; non sono abituato ad uno stato che fa ciò che gli pare con le mie risorse; non sono abituato a veder sfollare donne e bambini con la forza.

Mi avvicino di nuovo, ma faccio ridere i polli. Davanti a me si staglia uno schieramento in tenuta antisommossa, armi etc. Sembra di stare allo stadio.... ma durante la guerra. Sento l'unica frase da parte di uno dei Rambo presenti. "Ma ve ne volete andare o no? io devo andare a cenare"... ovviamente l'ho scritta in italiano per renderla comprensibile ai più.

Parliamo di numeri (ovviamente non li ho contati, ma provo a sparare anche io... perché loro sì e io no?)
Presenti nel corteo: 3000 persone
Polizia durante il corteo: 100 unità + camionette varie (con il ripieno)
Presenti alla prima carica: 2000 persone e 200 unità in tenuta anti sommossa
Presenti alla seconda carica: 1000 persone e 200 unità (sempre in costume di carnevale)
Presenti quando ho finito di vomitare anche l'anima: 200 persone e un mare di polizia (da dove mincha sono usciti?).

Con un rapporto di questo tipo, potevamo mettere in piedi un torneo di scopa.

Ovviamente prendete i numeri con le molle; ero lì in mezzo e non ho potuto contare bene (sapete... sono inesperto).
Ad ogni modo, c'erano telecamere e giornalisti ovunque.
Presto sapremo la verità...
...
AHAHAHAHAHAH!!!!

Ragazzi, prendete anche i giornali ... con le molle.
Hanno parlato di sassaiola (la miccetta del ragazzino che faceva l'eroe)
Hanno parlato di vandalismo (i secchi rivoltati dopo la seconda carica, per proteggere la gente che stava scappando)
Hanno parlato di un sacco di cose, ma lì con me c'era almeno un giornalista. Lo sentivo fare la cronaca al telefono, e vedeva quello che vedevo io; e diceva quello che vi ho detto io.

Molti non sono stati 'politicamente corretti', ma dalle forze dell'ordine mi sarei aspettato un po' più di calma. LORO erano armati e ben protetti... in fondo.

Detto ciò mi chiedo a cosa serva litigare ancora su uno stupido forum che invece dovrebbe essere la base per organizzare una rinascita....
... ma la base è fatta soprattutto di persone.
Guardiamoci dentro.

"Perché l'hanno fatto?

- E' doveroso postare due precisazioni che mi sono state fatte notare.
1) qualcuno (saranno stati i ninja) ha lanciato qualcosa (cmq nessuna sassaiola) contro la polizia dopo il primo scontro.
2) ciò che io ho scambiato per un petardo, erano in realtà 3 bombe carta. Probabilmente la paura e i lacrimogeni non mi ha fatto valutare correttamente il numero delle esplosioni e l'entità.
Appunto per i posteri: quando identificate gente 'pericolosa',isolatela.
"


di Nicola Spampinato



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lunedì 22 settembre 2008

JATEVENNE DAY


Chiaiano - Sabato 27 Settembre, ore 16.00, ci si troverà nello spazio antistante la Stazione della metropolitana di Chiaiano per dar vita alla Manifestazione Nazionale contro la devastazione ambientale, iniziativa promossa dal Presidio Permanente di Chiaiano e Marano

Le istituzioni dichiarano risolta l’Emergenza Rifiuti ma la verità è sotto gli occhi di tutti; i rifiuti non sono scomparsi, è stata solo cambiata la loro collocazione, dalla città sono stati trasferiti alle periferie napoletane come Taverna del Re, e nei territori agricoli del beneventano e dell’avellinese.
Da 4 mesi, la comunità di Chiaiano e Marano si batte contro la costruzione della discarica all’interno della Selva di Chiaiano manifestando dissenso per l’occupazione militare da parte della Brigata Garibaldi di ritorno dall’Iraq.
Il Jatevenne Day fissato per il 27 settembre chiama a raccolta tutti coloro che si battono per la difesa dei beni comuni e il diritto al dissenso. Gli inceneritori sono stati riconosciuti come altamente cancerogeni, eppure l’Italia è l’unico paese che finanzia chi brucia i rifiuti. Per meri motivi camorristico-finanziari la raccolta differenziata nella Provincia di Napoli e Caserta continua ad essere boicottata. Le alternative invece sono semplici e possibili: riciclo, raccolta differenziata e trattamento ‘meccanico-Biologico’ del residuo.
Questa manifestazione vuole ribadire e ricordare che le alternative agli inceneritori ci sono, manca solo la volontà.
Per adesioni : jatevenneday@chiaianodiscarica.it


di Susanna Ambivero



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mercoledì 17 settembre 2008

Ultime da Chiaiano


Chiaiano, 16 set 2008 - Ad una delegazione di cittadini e di tecnici, da loro nominati, è stato impedito l’ingresso nell’area militarizzata della cava Cinque Cercole in cui si voleva visionare lo stato attuale dei lavori


«Perché non siamo stati autorizzati ad entrare: abbiamo il diritto di verificare lo stato dei lavori all’interno della cava». Ieri sera quasi trecento persone si sono mosse dal Poggio Vallesana, dove si erano dati appuntamento per la consueta assemblea, per andarlo a gridare forte alle forze dell’ordine che sorvegliano l’ingresso della cava Cinque Cercole destinata dal governo ad ospitare 700 mila tonnellate di rifiuti, a partire da ottobre.

Ma il corteo è riuscito ad arrivare solo a poche centinaia di metri dall’area militarizzata perché a proteggere il confine tra Marano e Napoli c’era uno spiegamento di poliziotti. La folla è stata respinta indietro con gli scudi. Solo spintoni per chi forzava, ma non ci sono stati contusi. Non sono mancati comunque momenti di tensione mentre i residenti intonavano cori contro l’attivazione della discarica e chiedevano di poter accedere, insieme con i tecnici, all’interno del sito.

A scatenare l’iniziativa è stata la mancata autorizzazione all’accesso delle quindici persone delegate dal presidio di cittadini. I nomi erano stati fatti in Questura alcuni giorni fa. La linea dura sulla questione rifiuti è stata, comunque, ribadita dal presidente Berlusconi intervenuto ieri a «Porta a Porta». «Per quanto riguarda la differenziata - ha spiegato il premier - i Comuni che non rispetteranno i parametri fissati per legge saranno commissariati. Non ci saranno sconti. Multe a chi getta carte in terra? Sono favorevole ma solo dopo un’adeguata campagna informativa». E Berlusconi rivela anche che «le visite ufficiali a Napoli sono state otto ma potrebbero essere stati di più i viaggi di controllo».

Ma a Chiaiano la linea della fermezza viene apertamente contestata. «Ci trattano come criminali mentre invece vogliamo solo legittimamente conoscere lo stato dei lavori. Ne abbiamo il diritto», dice l’ex sindaco Mauro Bertini in prima fila accanto a cittadini comuni, giovani del centro sociale Insurgencia, i comitati civici e i consiglieri Gemma Infantocci, Angelo Liccardo e Mario Romani.

«Non abbiamo cercato lo scontro - spiega Pietro Rinaldi – ma non ci siamo tirati indietro davanti alle forze dell’ordine. Abbiamo dimostrato che non consideriamo persa la nostra causa. Le iniziative andranno avanti». E per giovedì si annuncia infatti una fiaccolata che partirà dal corso Mediterraneo. Bloccati dalla polizia, i manifestanti si sono recati a ridosso della Rotonda Titanìc dove si sono radunati in assemblea e bloccato il traffico per una trentina di minuti.


Tratto da:
Chiaiano, torna la tensione, tafferugli al corteo di Ferdinando Bocchetti
su
Il Mattino, 16 settembre 2008


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